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Una città diversa è possibile |
Vorrei proporre alcune considerazioni sulla città per avviare una riflessione sulla crescita e sugli obiettivi da cogliere e realizzare per Ciampino.
Ormai il dibattito sul divenire delle città, soprattutto nel mondo occidentale, ha raggiunto dei punti irrinunciabili. Recentemente, a Genova, gli architetti Renzo Piano, Oriol Bohigas, Richard Rogers ed altri ancora, hanno indicato e ribadito, avviando un “Urban Lab”, alcune visioni e soluzioni progettuali della città, che da decenni sono ampiamente condivise e che sintetizzo estremamente:
Rispetto a questa situazione
allarmante mi sembra illuminante il riferimento di Richard Rogers per la City
di Londra, dove da 40 anni non si costruiscono parcheggi perché il 99% degli
utenti, lavoratori ed impiegati, vi si reca a piedi, in bicicletta, in taxi, o
con i mezzi pubblici. Moltissime città di Francia, Germania, Inghilterrra,
Olanda, Belgio, Spagna, Svizzera, Austria…, hanno seguito queste indicazioni
qualificando i centri urbani con trasporti pubblici efficienti, una rete di
percorsi protetti, isole pedonali, aree verdi e così via.
Sono cose che noi qui non
possiamo fare? Sono così difficili da rinunciarci in partenza? Dobbiamo solo
continuare a subire traffico ed inquinamento?
Io credo che possiamo e dobbiamo
ricercare queste soluzioni, partendo da una diversa concezione della città, che
offra cioè ai cittadini le opportunità del miglior vivere civile. E’ vero! Gli
impegni in queste minime ed ovvie direzioni appaiono molto rari ed assai
distanti per Ciampino. Eppure non mi sembra che ci possa essere discordanza per
avere una visione della città che ponga alla base il benessere e la salute dei suoi
abitanti.
Dall’analisi della situazione
attuale, rispetto a questi minimi punti fondamentali per il valore della città,
Ciampino esce estremamente malconcia:
Dunque, se condividiamo premessa ed analisi, sulle quali mi pare che oggettivamente ci sia poco da eccepire, sappiamo cosa è necessario fare e perché! Ci sono risorse e capacità da coinvolgere per il raggiungimento di questi fondamentali obiettivi e dunque dobbiamo cominciare ad esercitare pressione e controllo sull’organizzazione della città, affinché amministratori pubblici e cittadini si impegnino realmente per realizzarli al più presto.
Arch. Silvio Sinibaldi