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Un territorio da spolpare fino all'osso |
Le osservazioni al Piano paesistico regionale prodotte dal Comune:
Sembrerà
strano, ma è proprio
d’estate che vengono prese decisioni significative e spesso
controverse. Vale
per le Aziende e pare che valga anche per i Consigli comunali. La
speranza,
nemmeno tanto celata, è quella che il tutto passi nel
silenzio (o quasi) delle strade
cittadine semideserte.
Ma non sempre si sa la ciambella
esce col buco.
Perché nonostante tutto qualche
cittadino rimane attento, pur nella calura estiva, e qualche forza
politica,
tra distrazioni e tardive prese di posizione, si dissocia.
Parliamo del voto in Consiglio comunale che
ha proposto, in sede di osservazioni al
Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), la riduzione da
Ma non è finita qui. Sempre nello
stesso periodo e sempre come osservazioni al PTPR, il Sindaco in
persona ha
proposto di declassare i vincoli esistenti di carattere paesaggistico e
archeologico su quella parte di territorio comunale ricadente
all’interno del
Parco dell’Appia Antica. Legambiente Lazio lo dettaglia in un
comunicato,
classificando anche il nostro comune con l’appellativo di
“ammazza-paesaggio”. Complimenti!
Non c’è bisogno di essere un
ambientalista per denunciare, già oggi, il proliferare
eccessivo di cantieri in
tutta la città, che porta inevitabilmente ad un aumento
degli abitanti, che
conduce all’intasamento delle strade, che produce
l’inquinamento dell’aria che
respiriamo e via dicendo…. in una spirale perversa e senza
fine. E a questo si
vorrebbe aggiungere altro cemento ed altro asfalto. No, basta essere
semplicemente persone di buon senso per capire che questa strada non
porta da
nessuna parte e che il tipo di sviluppo fin qui seguito non
è più
sostenibile.
La ricchezza e qualità della vita
di una comunità urbana non si misurano con i metri cubi, ma
con la vivibilità
delle strade e delle piazze, con la vita di relazione degli abitanti,
con la
fruibilità degli spazi pubblici anche per i bambini e gli
anziani, con la
creazione degli spazi verdi e per lo sport, con la bellezza (termine
che si ha
quasi pudore di pronunciare) degli edifici privati e pubblici.
Tutto ovvio e scontato? Come
visto sembra proprio di no.