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“Un progetto di tutti per la nostra città del futuro”

 

 

Al Sindaco

del Comune di Ciampino


 

Progetto:                    Istituzione del “Laboratorio per la progettazione partecipata dell’area ex-IGDO”

 

Abstract:                     Trasformazione urbanistica e valorizzazione dell’area “ex-Igdo”: programma di partecipazione locale.

 

Proponenti:                Associazioni:    “Colibrì”

                                                           “Comitato Pro-IGDO”

“Legambiente - Circolo di Ciampino”

“NAC - Nucleo Architetti Ciampino”

“Teresio Olivelli”

 

Ipotesi di spesa:           30.000,00 circa

In analogia con altre esperienze avviate, esponiamo a mero titolo indicativo una

stima dell'impegno finanziario prevedibile per la procedura partecipativa descritta,

che sarà oggetto di verifica con gli organi preposti dell'amministrazione comunale

 

 

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Contesto:                   Dalla Città Giardino all’abbandono al possibile recupero

 

Il Collegio delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù fu costruito nella prima metà degli anni Venti, ultimato nel ’24. Michele Concilio, attento e sensibile studioso della storia di Ciampino, lo descrive nel suo libro “Ciampino attraverso i secoli” (Anni Nuovi editrice, Ciampino 1989; pp. 77-79). Le sue funzioni erano di tentare di “dare un immediato impulso all'urbanizzazione [di Ciampino] con la costruzione di un collegio religioso per le figlie dell'aristocrazia romana” (dal sito: comune di Ciampino sezione “storia”, curata da Luigi Zuzzi).

 

Negli anni sono stati prodotti anche lavori filmati, documentari, cortometraggi. Oltre al “girato” di Cianciaruso, o al documentario di Licinia Mirabelli, di una decina di anni fa, tutti critici rispetto alla situazione di degrado e variamente orientati per il suo riuso, più recentemente si è visto in giro un documentario sulla storia di Ciampino : “Lampi di memoria” di Piero Di Pasquale.

 

Da collegio, convitto, scuola gratuita per le bambine meno abbienti, l’edificio durante la guerra viene utilizzato per scopi bellici dall’aeronautica italiana. Il 19 luglio 1943 viene gravemente danneggiato dai bombardamenti dell’aviazione americana (ripetuti anche nel settembre successivo) che avevano come obiettivo l’aeroporto. Negli anni seguenti e fino agli anni ’60 venne occupato da famiglie che erano rimaste senza casa.

Molti ciampinesi sono andati a scuola al “Sacro Cuore”, come veniva chiamato, che ha ospitato le scuole medie fino a tutti gli anni Sessanta. Negli stessi anni era parzialmente utilizzato come sede per la scuola di calcio, per un circolo di bocciofili, per la sezione di Ciampino dell’ associazione italiana arbitri calcistici, come sede di una polisportiva e del partito MSI.

 

Successivamente il collegio del Sacro Cuore, che diventa proprietà dell’IGDO (Istituto Gesù Divino Operaio) dal 1958, è rimasto in stato di abbandono, come un pezzo confinato della città, soprattutto per pericoli di crolli. Il campo di calcio ha continuato ad essere uitilizzato e in anni recenti, per alcune estati, un ambito dell’area fu adibita ad arena per proiezioni cinematografiche. Purtroppo anche queste funzioni furono progressivamente abbandonate.

Nel Piano Regolatore Generale (PRG) del 1977 l’area dell’IGDO era stata destinata a  “Servizi Pubblici” (F6), prevedendo la realizzazione di un consultorio, di scuole e di un asilo.

 

Nel 1985 c’è il primo atto ufficiale dell’Amministrazione comunale. Quattro professionisti furono incaricati del piano di recupero dell’IGDO e della progettazione di quanto previsto dal PRG.

Nella delibera di incarico era espressa la volontà di esproprio dell’area e l’utilizzo di finanziamenti europei, ma il Comune sembra proprio che non inoltrò le necessarie richieste e quindi tutto decadde.

 

Alla fine del 1989 la società “Ricostruiamo” presentò una proposta per costruire uffici e negozi al posto dell’IGDO. Tale proposta incontrò una larga opposizione e fu bocciata. Nel 1991 la proposta venne aggiornata con l’ipotesi di costruire 200 appartamenti, per circa 85.000 metri cubi, confermando l’abbattimento del complesso. Anche in questo caso la proposta, fortunatamente,  fu contrastata e successivamente bocciata. Il vincolo a servizi pubblici del PRG si rivelò una difesa insuperabile.

 

Nei primi anni Novanta si costituì un “Forum” per il referendum” avente come scopo il recupero dell’IGDO. Le parole d’ordine erano le stesse di oggi: uso pubblico della struttura.

Nel 1998, a fronte di una valutazione di circa 20-25 miliardi di lire per i costi dell’esproprio, risultati inaccessibili per le casse comunali, fu approvata dal comune di Ciampino una variante al PRG. In accordo con la proprietà, la società SICIET (Società Italiana Costruzioni Industriali Edilizia Telecomunicazioni), furono previste cubature residenziali e commerciali per circa 35.000 metri cubi, da assegnare alla stessa SICIET, previa la totale demolizione del Complesso IGDO. Per la parte assegnata in proprietà al Comune di Ciampino e destinata ad uso pubblico, furono previsti: due piani di garage interrato per circa 250 posti auto, una sala convegni, una piazza di circa un ettaro. Tale variante fu approvata nel 2001 dalla Regione Lazio.

 

Nel 2002, si costituisce a Ciampino il “Comitato Pro IGDO”, formato da gruppi di  cittadini che avevano ed hanno a cuore le sorti del Collegio delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù,  affiancati da tecnici di competenza specifica, con l’intento di adoperarsi in  tutte le forme possibili e presso tutte le sedi, affinché si potesse impedire la demolizione del Complesso e sostenerne il riuso.  

Nel marzo del 2003,  il “Comitato Pro Igdo” promuove una Petizione popolare per sensibilizzare la cittadinanza verso una proposta di salvaguardia; le adesioni superarono inaspettatamente  i 3.000 firmatari.

L’azione di sensibilizzazione del Comitato prosegue promuovendo il 1°Convegno pubblico sull’IGDO che si svolge il 9 maggio alla presenza di numerosissime persone interessate, illustri studiosi e docenti universitari tra i quali il Prof. Giorgio Muratore, dell’Università della Sapienza di Roma, facoltà di Architettura e la Dott.ssa Monferini, Direttore della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

Il 24 maggio del 2004 il “Comitato Pro IGDO” promuove il 2° Convegno pubblico sull’Igdo che riscuote altrettanto successo per la presenza di relatori di notevole spessore culturale. In quella occasione viene illustrata ed esposta una proposta di riuso del Complesso, che prevedeva il completo recupero dell’immobile e dell’area pertinente, destinando il loro riutilizzo ad attività di tipo pubblico e sociale.      

Dopo innumerevoli ostacoli e problematiche di varia natura, che il  “Comitato Pro IGDO” ha seguito e curato in questi anni, il 30 giugno 2006, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con Decreto del Direttore Regionale, dichiara la “Chiesa e Collegio del Sacro Cuore di Gesù”  di particolare interesse ed importanza e ne appone con atto definitivo il vincolo. In pratica il decreto impedisce modifiche volumetriche o dell’aspetto originario del complesso e ne preserva la memoria così come migliaia di cittadini ciampinesi sollecitati dal Comitato avevano voluto che accadesse.

 

 

Nel 2006 le associazioni Teresio Olivelli e Colibrì organizzarono un incontro pubblico sull’IGDO, al quale parteciparono i tre candidati a sindaco alle elezioni amministrative. Perandini, poi eletto sindaco, spese parole di disponibilità per ipotesi di partecipazione democratica, tra queste ipotizzò un referendum cittadino.

Alla fine del 2006 l’associazione Teresio Olivelli organizzò un incontro di Studio per discutere la riutilizzazione dell’IGDO e quali strade seguire per attivare un processo partecipativo dal basso per un progetto condiviso. Partecipò il Prof Carlo Cellamare del Dipartimento di Architettura e Urbanistica per l’Ingegneria della Università La Sapienza di Roma. Si fecero varie ipotesi, anche richiamando esempi già sperimentati in altre amministrazioni pubbliche.

 

Nel 2007, dopo il ricorso al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) della società SICIET per la conclusione del procedimento dell’iter del piano attuativo avviato dall’Amministrazione Comunale, il Comune di Ciampino ha indetto una Conferenza di Servizi, sostanzialmente per confermare il superamento della variante speciale del 1998 e i presupposti del vincolo ministeriale.

 

 

Memori di quanto contenuto nel  programma di governo della coalizione che sostiene il Sindaco attuale, che recita testualmente : “Il cuore della città’ dovrà rappresentare una scommessa per la futura pianificazione urbanistica di Ciampino, a partire dalla rivisitazione totale o parziale del Progetto IGDO dando voce, nel rispetto del vincolo che è in via di apposizione, ai cittadini, con i quali l’Amministrazione Comunale attraverso un nuovo strumento di partecipazione, addiverrà ad una soluzione compatibile tra le risorse economiche dell’Ente e le volontà di trasformazione del Centro Cittadino”, le associazioni Teresio Olivelli, Colibrì, NAC-Nucleo Architetti Ciampino e Legambiente-Circolo di Ciampino, inviano al Sindaco, a giugno 2007, una lettera aperta in cui si richiede che venga attivato un processo partecipativo, attraverso il quale si definiscano obiettivi ed ipotesi progettuali finalizzati alla riqualificazione del centro di Ciampino.

 

L’11 luglio 2007 si è svolto l’incontro tra il Sindaco di Ciampino Ing. Walter Perandini e le Associazioni Teresio Olivelli, Colibrì, NAC-Nucleo Architetti Ciampino, Legambiente-Circolo di Ciampino e Comitato Pro-IGDO. Tutte le associazioni presenti all’incontro si sono espresse circa l’opportunità di avviare in tempi brevi un percorso di condivisione di idee e proposte in cui la cittadinanza divenga parte attiva, in considerazione del fatto che l’apposizione del vincolo ministeriale rafforza l’intangibilità del complesso e minimizza gli oneri per una sua eventuale acquisizione.

 

Il Sindaco si è dichiarato favorevole a tale impostazione sollecitando le associazioni ad elaborare una proposta metodologica che preveda strumenti e iniziative di vario genere: convegni, forum, laboratori di progettazione partecipata e tutto quanto possa facilitare l’espressione delle idee e delle aspettative dei cittadini di Ciampino sul futuro del centro urbano della città.


   Proposta                  La proposta delle Associazioni, finalizzata ad avviare un processo partecipativo istituzionalizzato per il recupero dell’ex area dell’IGDO, deriva dalla convinzione che la partecipazione non può essere formale o rituale, ma  reale conferimento di “diffuso” potere decisionale, favorito da una maggiore vicinanza, o addirittura coincidenza, se possibile, tra utenti e decisori. Un’altra ragione è legata alla possibilità di sperimentare forme di progettazione che, attraverso il senso di appartenenza e l’integrazione di conoscenze e competenze diverse, portino all’elaborazione di risposte ai bisogni espressi dalla cittadinanza.

 Siamo ben consapevoli che anche la partecipazione può essere manipolata e strumentalizzata a favore di interessi specifici dei soggetti più forti, sia per potere economico e politico che per patrimonio di conoscenze. La trappola in cui si può cadere è quella di presentare come scelte condivise decisioni che in realtà sono già state prese altrove. In poche parole, non basta dire “partecipazione” per produrre una buona progettazione. La conduzione del processo diviene quindi elemento fondamentale per un risultato positivo, che scaturisca dal confronto e la messa in discussione degli interessi e dei valori portati da ciascun soggetto partecipante. E’ un ruolo delicato dove i registi devono avere capacità di ascolto ed essere in grado di mettere in discussione le proprie convinzioni. Il bagaglio culturale dei coordinatori o facilitatori dovrebbe essere una risorsa da mettere al servizio della discussione, non un punto di vista privilegiato e condizionante.

 

La rigenerazione urbana dell’area dell’ex IGDO può essere inquadrata in un “programma urbano complesso” in quanto caratterizzato dall’avere obiettivi di riqualificazione che riguardano diversi ambiti locali (ambiente fisico e naturale, economia  e aspetti sociali) e, dunque, campo fertile per la diffusione di un approccio partecipativo fondato sul concetto di accordo tra le parti, quale meccanismo per garantire efficienza e sostenibilità del processo di trasformazione. La rigenerazione urbana di un tessuto fisico non può essere disgiunta da quella socio-economica e dal coinvolgimento della comunità locale.

 

 

      Obiettivi               Il “Laboratorio per la progettazione partecipata dell’area ex-IGDO” è finalizzato a pervenire, attraverso la partecipazione di cittadini singoli e associati, alla definizione di:

·       Linee Guida scaturite dall’ascolto di esigenze e bisogni espressi dalla comunità, da porre come base del futuro intervento di riqualificazione dell’area dell’ex IGDO

·       Proposta progettuale di massima ampiamente condivisa e graficizzata sulla base delle linee guida

 

Focus del progetto non è la sola sistemazione strutturale degli edifici e spazi in cui si articola l’area, bensì l’esaltazione delle sue potenzialità di luogo deputato allo svolgimento di  attività pubbliche e relazioni sociali.

 

Il Laboratorio andrebbe inteso come una prima sperimentazione dei processi partecipativi da promuovere e incrementare in maniera sempre più diffusa, in tutti i casi in cui la rilevanza e la complessità degli interventi consigli un processo consensuale con tutti gli attori coinvolti, primi fra tutti i cittadini.

In analogia con quanto già attuato in altre realtà cittadine, ad esempio il Comune di Roma, sarebbe inoltre auspicabile procedere in tempi brevi alla stesura e adozione di un Regolamento di partecipazione che definisca modalità e strumenti volti a promuovere la partecipazione popolare nei procedimenti di attuazione degli strumenti urbanistici (in particolare del nuovo Piano Regolatore Generale), ma anche alla discussione, valutazione e costruzione di politiche urbane e territoriali.

 

 

  Soggetti coinvolti    Istituzioni, organizzazioni, associazioni, gruppi di cittadini, singole persone interessate.

 

 

 

 

  Fasi del processo    Il processo si articola in quattro fasi:

1.    Atti preliminari

2.    Informazione e coinvolgimento della comunità locale

3.   Ascolto del territorio

4.   Fase conclusiva

 

 Le date indicate, relative alle attività di lavoro, andranno concordate  in ragione del concreto avanzamento del processo di condivisione e delle decisione assunte.

 

1.    Atti preliminari:  da concludere entro Novembre 2007

 

·         Condivisione del presente documento tra A.C e associazioni proponenti

                                   

·         Delibera di un atto di indirizzo finalizzato a promuovere un percorso di ascolto e partecipazione rivolto a tutti i soggetti interessati ai temi della riqualificazione dell’area “ex IGDO” e istituzione del “Laboratorio”, per giungere alla definizione di “Linee Guida” e di un’idea progettuale il più possibile condivisa.

 Nella delibera dovranno essere specificate: approvazione del progetto e dello schema di programma di lavori condiviso, referenti amministrativi e dei gruppi promotori, staff di lavoro per l’attuazione del progetto (composto da persone dell’A.C., dei gruppi promotori ed eventualmente da consulenti esterni), risorse finanziarie.

 

 

2.    Informazione e coinvolgimento della comunità locale

 

La diffusione delle informazioni è una componente fondamentale del processo inclusivo in quanto fornisce la risorsa che permette di creare condivisione del patrimonio conoscitivo e quindi di creare un comune livello di dialogo.

Doveroso è aggiornare regolarmente gli attori e i cittadini dell’evoluzione del processo nelle diverse fasi e nelle scelte che si stanno valutando, prendendo o che sono state prese.

Fondamentale è il coinvolgimento nel processo decisionale del tessuto locale, ovvero di tutte le istituzioni, gruppi, operatori economici, comitati di quartiere e singoli cittadini che possono esprimere opinioni rilevanti sulla questione da affrontare, in considerazione dell’obiettivo di cercare di soddisfare al meglio le esigenze della collettività. Importante è il livello della collaborazione e del coinvolgimento perché questo processo attiva un’ipotesi di “partnerariato” tra tutti gli attori che hanno delle risorse da mettere in gioco: tutti i partners sono allo stesso livello e hanno egualmente da offrire e scambiare in termini di quantità di risorse.

 

 

 

   2.A. - Attività organizzativa preliminare: da svolgere entro gennaio 2008

 

o    Definizione dei soggetti da coinvolgere nel percorso: organizzazioni, associazioni, gruppi di cittadini, scuole, singole persone interessate.

o    Predisposizione e attivazione di uno spazio specifico dedicato al Laboratorio, sui mezzi di informazione istituzionali (stampa, spazio web e link a siti esistenti correlati) ai fini della libera consultazione e partecipazione da parte del pubblico in  tutte le fasi del processo.

o    Destinazione di uno spazio in cui ospitare le manifestazioni pubbliche e gli incontri ove si terranno i “Tavoli di Lavoro”.

o    Raccolta di tutti gli atti pubblici precedenti e attuali relativi all’IGDO.

o    Predisposizione, d’intesa con gli uffici referenti dell’A.C. e gli altri staff impegnati nel progetto, del materiale informativo necessario alla migliore diffusione delle informazioni relative all’area ex IGDO e delle schede di iscrizione al Laboratorio.

o    Organizzazione della prima Assemblea pubblica aperta alla cittadinanza e della Mostra sull’area dell’ex Igdo (esposizione di progetti, filmati, ecc).

 

 

 

2.A.1. - Iniziative pubbliche introduttive: da svolgere entro gennaio 2008

 

Ø  Mostra e Assemblea pubblica aperta a tutta la  cittadinanza:

-       apertura delle attività di comunicazione;

-       presentazione del percorso

-       presentazione delle modalità di comunicazione e dell’agenda dei lavori;

-       distribuzione del seguente materiale :

-       una scheda di iscrizione al “Laboratorio per la progettazione partecipata dell’area dell’ex Igdo”, al fine di costruire un data-base di tutte le persone interessate ad essere informate sulle attività previste dal processo di partecipazione cui si dà l’avvio;

-       materiale informativo/conoscitivo di base sull'IGDO e sui processi di partecipazione;

 

Ø  Incontri di comunicazione “dedicati”

Incontri d’informazione rivolti a gruppi omogenei di portatori d’interesse, suddivisi in:

o    agenzie funzionali (consorzi, camera di commercio, cooperative, scuole);

o    gruppi organizzati (sindacati, associazioni di categoria, ambientali, culturali, di consumatori, gruppi sportivi o ricreativi presenti sul territorio);

o    comitati spontanei di cittadini, cittadini non organizzati;

 

2.B.  Attività organizzativa permanente:  da svolgere per tutta la durata del processo partecipato in   concomitanza con le varie fasi del processo

 

·         Aggiornamento del data-base dei portatori d’interesse;

·         Predisposizione di un punto informativo in P.zza della Pace

·         Condivisione e messa a punto del calendario delle assemblee pubbliche, degli  incontri dedicati e dei laboratori o tavoli di lavoro;

·         Elaborazione del Regolamento per lo svolgimento delle assemblee: modalità di partecipazione e di voto;

·         Organizzazione degli eventi (assemblee allargate e assemblee pubbliche, incontri con i gruppi di interesse, tavoli di lavoro)

·         Raccolta ed elaborazione dei contributi partecipativi costituti da proposte sia  “aperte”, ossia non strutturate,  che “chiuse”, ossia strutturate su questionari con domande dove è possibile rispondere scegliendo tra le indicazioni riportate.

 

3. Ascolto del territorio

Particolare importanza assume l’attività di ascolto del territorio, finalizzato all’analisi e alla valutazione dei problemi e dei punti di vista dei diversi “gruppi di interesse”, in merito alla riqualificazione dell’area dell’ex IGDO.

Attraverso il confronto, ci proponiamo di sperimentare modalità creative di gestione degli interessi, anche in conflitto tra di loro, così da costruire proposte condivise per il cambiamento.

Tutti gli interessati sono invitati a riflettere e costruire insieme idee e proposte per riqualificare l’area.

 

3.A. - Tavoli di lavoro : da svolgere entro marzo 2008

I gruppi saranno costituiti secondo criteri di omogeneità numerica ed eterogeneità categoriale. Sono previsti tre gruppi, che si riuniranno a cadenza settimanale, almeno tre volte ciascuno nelle date che saranno concordate, per un totale di almeno nove incontri.

In ogni incontro verrà affronta una tematica delle tre stabilite:

 

o    Spazi esterni (accessibilità, moderazione del traffico, qualità, arredo urbano, fruibilità e sicurezza degli spazi aperti)

o    Spazi interni e destinazione d’uso degli immobili (funzioni sociali, aggregative, culturali e commerciali, potenzialità, gestione futura, priorità)

o    Fattibilità economica e tecnica (programma dei costi, individuazione delle possibilità di finanziamento, tempistica di realizzazione)

 

I gruppi lavoreranno sulla base di una griglia di domande di approfondimento su ogni tematica, mirate a far emergere le problematiche legate ad ogni singolo tema, ad esplorare i bisogni ed elaborare proposte.

 

Le riunioni saranno condotte da un facilitatore per ogni area tematica, affiancato da un osservatore. I facilitatori svolgono il ruolo di mediazione e sostegno alle iniziative che vedono come protagonisti i cittadini. In tale processo non hanno ipotesi progettuali prestabilite in quanto il progetto è un esperimento aperto a tutte le indicazioni provenienti dalla cittadinanza, di cui essi stessi fanno parte.

Il loro compito è catalizzare e sintetizzare le richieste della collettività, mediandole attraverso la cultura storico-ambientale di cui devono essere portatori.

 

Agli aderenti al Laboratorio verranno inviate durante tutte le fasi di lavoro lettere e/o comunicazioni e-mail contenenti i resoconti degli incontri svolti (report), redatti a cura dei coordinatori del Laboratorio.

 

3.b. - Assemblee allargate : da svolgere dopo ogni tavolo di lavoro

 

Composte dai partecipanti ai tavoli di lavoro, tecnici e amministratori comunali. In questa sede, i criteri elaborati negli incontri saranno accorpati e ordinati secondo le priorità che emergeranno in assemblea, attraverso un processo di mediazione. Si terrà conto di eventuali vincoli in ordine alla fattibilità (tecnica e finanziaria).

 

3.c. - Assemblea pubblica : da svolgere entro maggio 2008

 

Presentazione e discussione della proposta finale

Verranno presentati alla cittadinanza i “contributi partecipativi” emersi nelle fasi precedenti, che saranno stati elaborati in maniera compiuta, tali da risultare chiari e comprensibili. Verranno raccolti eventuali ulteriori contributi e si giungerà alla stesura di “linee guida” e ’“idea progettuale” largamente condivise. L’elaborazione finale, conseguente a questo ultimo passaggio, diverrà vincolante per le successive scelte amministrative.

 

4. – Fase conclusiva

a)    La Giunta Comunale dopo aver adottato  le “linee guida” scaturite dal processo partecipativo, procederà alla successiva redazione del P.P.A. (Piano Particolareggiato di Attuazione) del Comparto.

 

b)    I criteri e le priorità definite in assemblea diverranno lo strumento guida per la selezione, tramite Concorso Pubblico di Progettazione, dei tecnici incaricati della redazione finale del progetto.

 

c)    Il lavoro dei progettisti incaricati a seguito di Concorso, sarà monitorato da un gruppo di osservatori, selezionati tra i partecipanti ai tavoli di lavoro  e presentato a degli incontri allargati a tutta la cittadinanza.

 

 

 

 

 

 

Le Associazioni proponenti:      “Colibrì”

 

                                               “Comitato Pro-IGDO”

 

“Legambiente - Circolo di Ciampino”

 

“NAC - Nucleo Architetti Ciampino”

 

“Teresio Olivelli”