La città giardino
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Con la rivoluzione industriale le città crebbero enormemente, così come i problemi di inquinamento e sovraffollamento legati a questo inurbamento selvaggio. I maggiori problemi si crearono nelle città inglesi nella seconda metà dell’Ottocento, ed è in Inghilterra che nacquero le prime teorie ed i primi piani di città ideali, come le città-modello per operai di Bourneville presso Birmingham e Port Sunlight presso Liverpool.Queste esperienze ed il movimento socialista utopista della prima metà del secolo furono le principali fonti di ispirazione delle teorie di Ebenezer Howard, pubblicate nel 1898 nel libro Tomorrow, a peaceful path to real reform, ripubblicato nel 1902 col titolo di Garden cities of tomorrow. La città giardino teorizzata da Howard non ha niente a che vedere con il termine analogo con cui già venivano indicati alcuni quartieri e sobborghi cresciuti nelle immediate vicinanze delle grandi città, anzi nasce proprio in antitesi a queste periferie. Nel pensiero di Howard questa città ideale raccoglie in sé gli aspetti positivi sia della città che della campagna, quindi un ambiente urbanizzato con tutti i servizi e le comodità che questo comporta ma con le caratteristiche di igiene e salubrità dell’ambiente rurale. Una nuova tipologia urbana, che nasce dal decentramento della metropoli secondo unità autosufficienti e con l’utilizzo di edifici unifamiliari immersi nel verde.Howard non sottovalutava i vantaggi connessi al progresso tecnologico e quindi anche le fabbriche, ad esclusione di quelle chimiche ed inquinanti, trovano spazio nella sua città.
La Garden City, autogovernata dai cittadini e con proprietà collettiva del suolo (il cui sfruttamento intensivo da parte della proprietà privata è ritenuto causa del congestionamento delle città), deve avere uno sviluppo controllato e limitato: 30.000 abitanti per il nucleo urbano su una superficie di 1000 acri e 2.000 abitanti sui 5000 acri di terreno agricolo circostante, che fornirà la città dei generi alimentari necessari. Oltre questo numero si dovranno costruire altre città, tra loro collegate con mezzi di comunicazione rapidi, in modo da formare una rete di garden cities.Questa città verrà in seguito graficamente rappresentata come un insieme di anelli concentrici tagliati da sei grandi assi radiali. Al centro c’è un grande vuoto, il parco cittadino, circondato dagli edifici pubblici; poi una fascia anulare di verde attrezzato; quindi viali costeggiati da cottages, con il cerchio mediano, denominato Grand Avenue, largo quasi 130 metri; seguono, prima della campagna, la zona anulare destinata a fabbriche e la linea ferroviaria di circonvallazione (fig. 1 e 2).

 

                                                        

 

        Fig 1                                                                                                                                                                      Fig 2

Nel 1904 iniziò la costruzione della prima città giardino, Letchworth (fig. 3,4 e 5), a 40 km circa a nord di Londra, su terreni acquistati dallo stesso Howard e su progetto degli architetti R. Unwin e B. Parker.

 Fig. 3

 

 

                                                            

 

                                                            Fig 4

 

                                                            

                                                                                                                                                 Fig 5




La vita nella città è regolata minuziosamente e tutto è previsto nei minimi dettagli: il rapporto tra case e giardini, il divieto di cambiare destinazione d’uso alle abitazioni, l’obbligo di cambiare zona agli artigiani che volessero diventare piccoli industriali, il numero chiuso di professionisti in ogni quartiere in modo che ognuno abbia sufficiente clientela, il divieto di aprire fabbriche fumose e “puzzolenti”. La città, prevista di 35.000 abitanti, raggiunse nel 1916 appena i 16.000 abitanti. Resta, nonostante il successo stentato, il primo storico esempio in Europa di applicazione pratica delle teorie howardiane.

Oggi Letchworth, dopo anni di abbandono e degrado, sembra destinata ad una nuova vita. E’ stata infatti costituita una Fondazione (Letchworth Garden City Heritage Foundation) che si occupa della riqualificazione e rivitalizzazione della storica città.

Le idee di Howard influenzarono molto la cultura urbanistica europea del secolo scorso, soprattutto in Inghilterra. Una seconda città giardino, Welwyn (fig. 6), fù costruita dopo la prima guerra mondiale ed un grande programma statale di sviluppo di nuove città (le new towns) venne avviato dopo la seconda guerra mondiale, tra queste città la più famosa è Milton Keynes.

 

 

                                              Fig 6